La tappa di seguito descritta non è altro che l'accorpamento in un'unica tappa della terza e quarta tappa del Sentiero Roma.
Dalla Capanna Gianetti il sentiero diviene per un buon tratto più largo.
Costeggiato alla base lo spigolo sud del Pizzo Cengalo, si supera l'anfiteatrocompreso tra lo stesso Pizzo Cengalo e la cima della Bondasca, dalla quale si stacca verso sud la lunga cresta frastagliata sulla quale si apre il Passo del Camerozzo.
Per raggiungere questo passo occorre aggirare uno sperone roccioso (q. 2707) e tagliarne un altro più modesto poco sopra, aiutati per un breve tratto da una corda metallica fissa. Si continua per rocce e sassi fino alla base del passo vero e proprio: qui si incontra un ultimo tratto di corda metallica che aiuta a raggiungere l'intaglio del Passo del Camerozzo (m. 2765).
Dal passo è possibile osservare l'intero tratto percorso venendo dal Passo del Barbacan ed anche il cammino da percorrere fino al Passo Qualido, al di là della Val del Ferro.
La discesa dal Passo del Camerozzo verso la valle del Ferro rappresenta il tratto in roccia più impegnativo di tutto il percorso.
La discesa fino alla base del passo in Val del Ferro è facilitata dalla presenza di corde metalliche fissate alla roccia e di qualche gradino in ferro.
Dapprima si scende verso destra, quindi si piega a snistra e con una diagonale si toccano i primi sassi della Val del Ferro.
Dalla base inizia una lunga traversata che per sfasciumi e grossi massi permette di superare l'intera testata dela Val del Ferro. É un percorso con qualche saliscendi non particolarmente accidentato che si snoda al di sotto dei pizzi del Ferro.
Giunti poco oltre metà valle si incontra la traccia che scende al bivacco Molteni/Valsecchi (m. 2510) che, accanto ad un grande masso, ben si individua anche dal Passo del Camerozzo.
Se anzichè scendere al bivacco si prosegue, il sentiero continua irregolare su pietrame morenico fino alla base del pendio che porta al Passo Qualido. Superato questo breve pendio (un centinaio di metri circa) su un sentierino sconnesso tra sassi e terra, ci si trova al Passo Qualido (m. 2647).
Dal Passo Qualido si scende verso destra seguendo uno stretto sentierino (un pò aereo in qualche punto). Si torna verso sinistra con due brevi risalite, nella seconda delle quali si è aiutati da una corda metalica fissa. Arrivati alla base del passo, nell'alta Val Qualido, il sentiero sale un pò in diagonale ed attraversa una caratteristica placca.
Poi si inizia a scendere su un sentierino serpeggiante e ci si trova alla base del Passo dell'Averta. A questo questo indimenticabile passo si sale per sassi e pietrame instabile. L'ultimo tratto è attrezzato con una corda metallica fissa.
Si giunge così al Passo dell'Averta. Lo stretto intaglio che caratteriza il passo permette il passaggio di una sola persona alla volta ed offre un magnifico panorama sull'ampia val di Zocca, dove è facile individuare al centro la capanna Allievi/Bonacossa.
La discesa dal Passo dell'Averta non è difficile ed è comunque facilitata dalla presenza di tre punti di corde metalliche fisse. Il sentiero attraversa poi la prima parte della Val di Zocca fino ad incontrare il lungo spigolo che scende dalla cima di Zocca verso sud est.
Quando ormai si vede la Capanna Allievi/Bonacossa a portata di mano, un ultimo ripido vallone lascia un pò di amaro in bocca. Costringe infatti ad abbassarsi per un centinaio di metri prima di risalire per raggiungere dall'alto la capanna.
Dalla Capanna Allievi si sale un pò irregolare dirigendosi con una lunga diagonale verso la costiera che separa la Val di Zocca dalla Val Torrone. Si passa così sotto alcune delle cime più note della Val Masino: cima Allievi, cima di Castello a la Punta Rasica, puntando in direzione del Picco Luigi Amedeo. Ci si ritrova così in un bel ripiano, il passo del Torrone, dal quale si imbocca il canale che scende verso la Val Torrone.
All'inizio ci si aiuta con una corda metallica fissa, che ricompare anche più in basso. Arrivati in fondo al canale, si costeggia il Picco Luigi Amedeo ( dq qui scendendo diritto per un buon tratto, si incontra il sentiero della Val Torrone). Attraversata una placca generalmente bagnata, si continua puintando versdo uno sperone roccioso. Si sale allora un lungo costolone erboso popolato da marmote e pecore, passando acanto al bivacco Manzi.
Si può vedere in alto il Passo del Cameraccio, ai piedi dell'affilata cresta sud del Pizzo Torrone Orientale.
Dapprima si sale per morene tra le ultime tracce erbose, per poi la salita avvenire su pietrame, spesso cementificato dal ghiaccio. Alla base del canale che porta al Passo del Cameraccio si trova generalmente della neve o del ghiaccio. Si sale portandosi sulla sinistra del canale dove si incontra una corda metallica fissa, che aiuta a salire per un centinaio di metri al Passo del Cameraccio (m. 2950).
Dal Passo del Cameraccio si domina l'Alta Val Cameraccio, trovandosi di fronte la piramide rocciosa del Monte Disgrazia, preceduta da qquella del Monte Pioda che ha accanto il ghiacciaio di Pioda, ramo laterale del più grande ghiacciaio di Predarossa.
La discesa è accompagnata nel primo tratto da qualche chiazza di neve all'inizio della stagione. attraversate alcune placche levigate e spesso bagnate (attenzione, eventualmente costeggiarle sulla destra), portarsi verso sinistra sul bordo di una morena, dove si incontra un sentierino.
Ai piedi di questa morena il sentiero (spesso è solo andare da un sasso all'altro ed il sentiero non c'è) diventa pianeggiante finchè si giunge alla deviazione per il passi di Mello ed il bivacco Odello - Grandori (m. 2992).
Continuando il cammino seguendo i bolli si raggiunge la sommità di una grande morena (già ben identificabile dal Passo del Cameraccio).
Si segue, in discesa, il filo di questa morena fino alla base poi si attraversa a sinistra in piano e ci si porta sotto l'ampia Bocchetta Roma.
La salita a questa bocchetta è caratterizzata dall'attraversamento di una macchia di neve che occorre salire al centro.
Dalla sommità della neve seguire la corda metallica fissa che permette di superare un tratto di roccia un pò ostico.
Poi le difficoltà diminuiscono e ci si trova alla bocchetta Roma (m. 2898).
Il tracciato del Sentiero Roma i cui bolli colorati si inseguono tra grossi blocchi, descrive un ampio giro verso destra, al di sopra di un microlaghetto, non sempre esistente, poi scende alla Capanna Ponti.