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SABATO 29 SETTEMBRE 2018

Anche se è il quinto Grignone dell'anno, ho voluto farmi una salita autunnale ancora da Primalua lungo la Val Cugnoletta e la Via del Nevaio.

Salito che avevo fatto solo due mesi fa, ma che mi andava di ripetere in veste di inizio autunno/fine estate.

Trovata neve lungo la "Via del Nevaio", ma a differenza di quest'estate che in superficie era marciotta, oggi era decisamente ghiaccio, oserei dire da ramponi, e ciò mi ha costretto a salire a lato sulla pietraia facendomi così perdere i riferimenti dei bolli, col risultato che invece di uscire sulla cresta dell'invernale, sono uscito in vetta in corrispondenza della cappellina.

Finalmente una giornata limpida autunnale di fine estate.

Per la discesa, per fare qualcosa di diverso, sono sceso dall'invernale, via che solo in inverno con gli sci avevo fatto, quindi discesa al Rifugio Riva passando per la chiesetta di San Calimero, sentiero che avevo percorso solo in occasione del trofeo Scaccabarozzi.

SABATO 22 SETTEMBRE 2018

La ferrata del Monte Due Mani era una salita che volevo percorrere già l'autunno dello scorso anno, ma poi fortunatamente è arrivata la neve e alla fine di ottobre è iniziata la stagione dello sci alpinismo, ma con l'intenzione di percorrerla l'autunno successivo. E così è stato.
È una ferrata un po' particolare che sviluppandosi a pezzi, rimane parallela al normale sentiero di salita incrociandosi di frequente, offrendo il vantaggio di avere sempre una via di fuga e la non obbligatorietà a percorrerla integralmente, dando modo eventualmente di saltare i passaggi più difficili.

Il riferimento in particolare è al "Torrione Discordia", che tolta questa sezione, rendono la ferrata di media difficoltà.
Le difficoltà sono del "Torrione Discordia" sono paragonabili alla variante difficile della ferrata allo Zucco Pesciola e al passaggio chiave della Gamma due al Resegone.

Dei due appena citati il più impegnativo è sicuramente la variante difficile dello Zucco Pesciola, tuttavia nel complesso la Gamma due è più impegnativa come ferrata.

Il Torrione Discordia è più lungo dei due passaggi precedenti, tuttavia a mio avviso richiede meno forza di braccia, in quanto parecchio "addomesticato".
La presenza della catena e del cavo d'acciaio, offre un doppio ancoraggio che offre un maggiore equilibrio, inoltre la presenza di staffe nella prima parte agevola non poco.
Sarebbe veramente più difficile se ci fosse solamente la catena come avviene nelle altre due.

Superato questo passaggio, si ha ancora una paretina, e poi un sentiero di cresta con qualche passaggio attrezzato.
Per la discesa ho voluto fare l'anello scendendo verso la Casera Muschiada, indì sulla strada per Morterone.
Paradossalmente questa discesa ha uno sviluppo che il doppio della salita, 3,5 Km contro 7, di cui 4,5 su strada asfaltata.
Anche se dal dislivello contenuto è un itinerario piacevole consigliabile in questa stagione.

SABATO 15 SETTEMBRE 2018

Sempre bello tornare al Resegone per questa cavalcata attraverso le due ferrate che permettono quasi dalla macchina di arrivare in vetta al Resegone, o meglio su una delle punte.

E come lo scorso anno, anche quest'anno mi sono ritrovato della nebbia, il sole ogni tanto faceva capolino, ma si è visto ben poco…

Da segnalare solo un certo affollamento alla partenza della Ferrata Gamma uno, quasi come ci si fosse dato appuntamento, che ha provocato nella parte iniziale un bel tappo, ma poi provvidenzialmente chi rallentava ha lasciato spazio e la fila si è diradata ed ho potuto procedere tranquillo in solitaria alla mia andatura.

Solo i tre avanti a me hanno percorso il mio stesso itinerario, altrimenti nessun altro visto sulla Ferrata Gamma due.

SABATO 8 SETTEMBRE 2018

Il canalone Caimi mi mancava all'appello, tuttavia forse è uno di quegli itinerari che fatto una volta non penso ripeterò una seconda.

A differenza del canalone Porta è molto detritico e franoso, per via della frana del 2016, e a parte l'indicazione "canalone Caimi" all'attacco, lungo il percorso non vi è alcun bollo o ometto per cui bisogna un po' cercarselo l'itinerario, sapendo che bisogna sempre salire e cercando la via più facile e meno scivolosa.

Segnalo solo, che verso la fine il canale si divide in due, bisogna tenere la destra, perché andando a sinistra si va finire in un passaggio molto stretto e decisamente più difficile per la classificazione dell'itinerario.

Probabilmente è più consigliabile percorrerlo con la neve.

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